Attualità e Testimonianza con d.Giampietro 23/08/21

 

Dal Corriere della Sera del 21 agosto 2021

Voglia di libertà

di Dacia Maraini

Finalmente sta avvenendo quello che tutti ci aspettavamo: la protesta degli afghani contro i talebani che minacciano un totalitarismo religioso inaccettabile per la maggior parte degli abitanti di uno dei Paesi più disgraziati del mondo. Una protesta contro l’inaccettabile ritorno indietro rispetto alle conquiste recenti, anche se parziali, di libertà e diritti civili. Sia su Al Jazeera che sulla Bbc che sulla Cnn stanno circolando interessantissime immagini che mostrano le ribellioni popolari. Si vedono migliaia di giovani, ma soprattutto di donne che, a faccia scoperta, issano bandiere afghane e urlano slogan libertari. Drappi talebani contro drappi rosso-verdi. Quelli talebani esprimono l’odio per il diverso e il verde-rosso esprime la voglia di comprensione dell’altro.

A questo punto è assurdo continuare a parlare di valori occidentali. Quasi che la libertà sia una invenzione dei ricchi bianchi, mentre i popoli poveri amano e reclamano il totalitarismo, il ritorno alle pene corporali tipiche del medioevo (taglio della mano, escissione, lapidazione, taglio della testa, frustate, ecc).
Dovremmo una volta per tutte riconoscere e asserire che i diritti civili, ovvero la libertà di parola, di pensiero, di movimento, non sono valori occidentali, ma universali. 

Diventa razzismo sostenere che ci sono popoli naturalmente portati alla tirannia e quindi alla parola e al pensiero unico. La religione c’entra ma fino a un certo punto. Si tratta direi dell’antica e ben conosciuta volontà di potenza che gli esseri umani hanno sempre giustificato con la parola divina e l’etica sociale.
Come ha spiegato bene Roberto Saviano su questo giornale, i talebani non sono dei montanari straccioni che cercano di imporre una visione del mondo arcaica basata su una lettura letterale del Corano; questi giovanotti barbuti sono pieni di soldi, di macchine sofisticate e di armi da guerra. E sebbene dicano che stanno eliminando i commerci di droga, in realtà si capisce che hanno fatto patti coi potenti fabbricanti di eroina per ottenere libertà di azione. 
È probabile che l’esercito nazionale, sostenuto dagli americani fosse imbelle e corrotto, lo dimostra la mancanza totale di reazione all’invasione dei talebani, ma non è vero che il popolo intero sia altrettanto inerme e pronto ad accettare il fanatismo intollerante dei giovani barbuti. 
Lo dimostrano prima di tutto i tantissimi che cercano in tutti i modi di fuggire dal Paese. E non mi pare giusto chiamarli collaboratori, parola spregevole usata dai talebani per le carneficine e le vendette facili, ma insegnanti, giornalisti, artisti, e storici che hanno lavorato per l’emancipazione del Paese, persone coraggiose e all’avanguardia nella ricerca di nuovi metodi di convivenza pacifica. 

Sbagliatissimo infine parlare di democrazia da esportare, perché in tutti gli esseri umani c’è la voglia di capire, migliorare, educarsi, applicare forme di eguaglianza.
La democrazia è una conquista umana, non un privilegio di pochi. Gli americani avrebbero dovuto aiutare e sostenere soprattutto la parte civile e progressista, antiguerresca e antidroga del Paese. Quella sola che oggi protesta rischiando la vita, quella sola che potrebbe portare pace e benessere al Paese.

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